Per una parola di libertà e dignità

Sabato 25 ottobre 2014

Mafie e corruzione vengono da lontano: sono il prodotto di secoli di crimini e violenze, oggi accuite dalla globalizzazione quando, ad ogni latitudine del nostro pianeta, gli esseri umani diventano oggetto di compravendita per i clan, pronti a lucrare sulla loro pelle quanto più denaro possibile. Narcotraffico e commercio delle armi, tratta degli esseri umani e prostituzione sono i business più redditizi della criminalità mafiosa e transnazionale. Non è quantificabile invece il costo delle violenze, fisiche e psicologiche, esercitate in danno dei più deboli, degli ultimi. Sono vecchie e nuove forme di schiavitù che richiedono una nuova “parola di libertà”, che restituisca piena “dignità” all’essere umano liberandolo dalle catene del crimine. Altrettanto funzionale alla crescita del potere delle mafie è la costante negazione quotidiana dei diritti più elementari e quindi l’impegno nel contrasto alla miseria e alla povertà (vedi i contenuti della campagna “Miseria Ladra”), in questa ottica particolare, assume la valenza di un’ulteriore declinazione della battaglia contro le mafie, a partire dall’utilizzo dei beni sottratti alle mafie come volano di sviluppo per le politiche di un moderno welfare al servizio della persona. Un ulteriore approfondimento verrà dedicato al tema del carcere e della pena in funzione della rieducazione del condannato, così come previsto dall’art. 27 della Costituzione, valorizzando il lavoro che la rete di Libera ha fatto soprattutto con i minori.

La tratta degli esseri umani: la lotta alle schiavitù del nuovo millennio (OLE/TIE)*
Dalle ore 15:00-18:00, Museo dell’Ara Pacis – Sala Convegni, Lungotevere in Augusta
Le tante forme di tratta degli esseri umani in Italia e in Europa: sfruttamento a fini sessuali, sfruttamento sui luoghi di lavoro, matrimoni forzati o combinati,  accattonaggio, traffico di organi, ecc.. Intrecci tra fenomeni sociali e criminali. I ritardi della politica in merito alla tutela delle vittime e al contrasto dei trafficanti. I tanti motivi che portano alla difficoltà di applicazione delle normative e della tutela delle vittime. Il ruolo della Chiesa, delle Chiese… Il ruolo delle sette. Il ruolo dell’Europa e delle ONG. L’importanza  della cultura per agire sulla “domanda” (clienti di prostitute e lavoro nero). E ancora: prostituzione e mafia nel PIL?….che cosa significa?

Tutor:
Mirta Da Prà, Gruppo Abele
Relatori:
– Glynn Rankin, Anti Human Trafficking Specialist, Londra
– Don Giancarlo Perego, direttore di Migrantes
Interventi:
– Diana Russo, sostituto procuratore presso il tribunale di Napoli Nord
– Roberto Iovino, FLAI CGIL
– Alessandro Cobianchi, ARCI
– Alganesc Fessaha – ONG Gandhi

Il mercato internazionale delle droghe (OLE/TIE)*
Dalle 15:00-18:00, Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema, Via Milano 9 A
Se si osservano su una mappa geografica mondiale le principali rotte del narcotraffico internazionale, si noterà come esse si snodino lungo vie terrestri, aeree  e marittime che avvolgono il pianeta come una sorta di ragnatela, collegando i Paesi dove le  sostanze stupefacenti vengono prodotte con quelli dove esse vengono trafficate e spacciate. Le rotte passano spesso per nazioni di transito, in cui la rete logistica dei trafficanti ha individuato basi terrestri, porti o aeroporti… L’industria del narcotraffico somiglia a una piramide, che poggia su una larghissima base, suddivisa in due metà: una di esse è costituita dalla manovalanza,contadini, chimici, guardie armate che coltivano, raccolgono, raffinano e proteggono le foglie di coca o il papavero da oppio, oppure creano in laboratorio le droghe sintetiche come l’MDMA. L’altra metà della base della piramide è invece rappresentata dagli spacciatori. Al centro della piramide, ci sono gli intermediari, coloro cioè che non producono né spacciano: un livello al quale si trovano corrieri, faccendieri, funzionari corrotti… Infine, sopra tutto e tutti, siedono gli imperatori della multinazionale della droga: non tanto e non solo capitani d’azienda, quanto veri e propri monarchi assoluti, forse gli ultimi faraoni rimasti nell’epoca attuale.

Tutor:
Vincenzo Rosario Spagnolo, giornalista “Avvenire” e scrittore
Relatori:
– Franz Trautmann, Trimbos Instituut, Utrecht
– Salvatore Veltri, Agenzia delle dogane
– Franco Maisto, Presidente del Tribunale di Sorveglianza dell’Emilia Romagna
Interventi:
– Stefano Fumarulo, referente Messico per Libera International

Diritti intangibili e dignità umana nel contrasto alle mafie
Dalle 9:30 alle 17:30, Casa Internazionale delle Donne – Sala Lonzi, Via della Lungara, 19
Dal 2008 ad oggi tutti i dati che misurano povertà, esclusione sociale, disoccupazione e precarietà denunciano una situazione che si è andata aggravando sino a coinvolgere un terzo degli italiani, minacciando due terzi della popolazione. Ogni anno è sempre peggio. Il rapporto Istat 2013 denuncia come siano più di 10 milioni gli italiani/e in povertà, costretti a vivere con 506 euro al mese e 6 milioni quelli in povertà assoluta. Il perseguimento della giustizia sociale ed il superamento degli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona, così come segnalato dalla Costituzione, sono la precondizione per sconfiggere le mafie. La centralità dei diritti e l’intangibilità della dignità umana introdotta dalla nostra Carta Costituzionale sono oggi più che mai strumenti utili ed insostituibile attraverso i quali contrastare l’intreccio tra mafia e povertà.

Tutor:
Giuseppe De Marzo, coordinatore nazionale “Miseria Ladra”, Libera
Relatori:
– Leopoldo Grosso, Vicepresidente Gruppo Abele
– Ugo Ascoli, Università di Ancona
– Gaetano Azzariti, Università La Sapienza di Roma
Interventi:
– Don Armando Zappolini, Presidente CNCA Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienza
– Ilaria Signoriello, portavoce Forum Nazionale Agricoltura Sociale
– Barbara Busotti, responsabile area minori cooperativa Il Cammino
– Norma Rangeri, direttrice “il Manifesto”
– Monica Pasquino, presidentessa Scosse
– Gianni Minà, giornalista e scrittore
– Alessandro Radicchi, Direttore Osservatorio Nazionale Disagio e Solidarietà stazioni FS
– Guido Cioni, Rete della Conoscenza

Libera il Welfare: i beni confiscati per l’inclusione sociale
Dalle 9:30 alle 17:30, Confcommercio – Sala Orlando, Piazza Giuseppe Gioachino Belli, 2
Occorre allargare la prospettiva relativa ai beni immobili confiscati per pensare ad un loro recupero e ad una loro valorizzazione che permetta di trasformarli in luoghi di accoglienza, di incontro e di assistenza per persone che vivono in una condizione di marginalità sociale. Vi è una necessità, non più rinviabile, di uscire dalle politiche di settore e dalle risposte monovalenti, caritatevoli, per ridare dignità e competenza ad un welfare, fondato sui principi  del patto costituzionale. Ragionare di questo vuol dire pensare ad un’idea più ampia di ricchezza, ad un’idea che metta assieme valorizzazione dell’individuo e miglioramento sostanziale della vita delle persone, vuol dire pensare ai beni confiscati come luoghi in cui liberare i saperi, le persone, la loro creatività e la possibilità di contribuire al benessere collettivo.

Saluti di benvenuto
Romolo Guasco, Direttore Centrale Rete Associativa Confcommercio Imprese per l’Italia.

Tutor:
Fabio Giuliani, Libera
Relatori:
– Pietro Fantozzi, Università della Calabria
– Walter De Cesaris, segretario nazionale dell’Unione Inquilini
– Pietro Barbieri, portavoce nazionale Forum Terzo Settore
– Luciano Squillaci, vicepresidente nazionale di CSVnet
Interventi:
– Stefano Regio, presidente Cooperativa il Cammino
– Enrico Tedesco, segretario generale Fondazione Polis
– Sandro Polci, docente e referente ASVI per le tematiche di sviluppo locale
– Marina Galati, Direttrice aree di intervento e dei servizi Comunità Progetto Sud
– Rosanna Mastroserio, Vice Presidente Associazione Volontari Emmanuel
– Antonio D’Amore, Presidente Cooperativa sociale Ottavia
– Bruno Busacca, capo segreteria tecnica del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali
– Davide Salluzzo, referente progetto “Salvafamiglie”
– Salvatore Esposito, Presidente Consorzio Mediterraneo Sociale

La frontiera del carcere: la dignità nella pena
Dalle 9:30 alle 17:30, Città dell’AltraEconomia, Largo Dino Frisullo
Il carcere fra rieducazione e pena. Minori e adulti . La certezza della pena . Tra il “fine pena mai” ed i percorsi alternativi. Un percorso difficile, ma necessario. Istituzioni, associazioni , operatori, si confrontano a partire dalle difficolta’ in cui versa il sistema carcerario in Italia. Sovraffollamento, carenza di servizi, difficolta’ di reinserimento. E nello stesso tempo capire cosa avviene nella cosiddetta ” massima sicurezza” , cosa significa ancora il 41 bis. Eppure tanto si muove nell’ ambito del volontariato penitenziario , adulto e minorile. Tante storie, tanti volti che racconteremo insieme.

Tutor:
Don Tonino Palmese, Libera
Relatori:
– Carlo Fiorio, garante diritti dei detenuti Regione Umbria
– Elisabetta Lagana, presidente Conferenza nazionale del volontariato e giustizia
– Giuseppe La Pietra, responsabile formazione cooperativa sociale Sirio
– Alfonso Sabella, magistrato
Interventi:
– Aleramo Ceva Grimaldi, Presidente Fondazione Banca Nazionale delle  Comunicazioni
– Simona Filippi, difensore civico Antigone
– Salvatore Inguì, operatore giustizia minorile
– Francesca De Carolis, giornalista e scrittrice

 

* seminario curato dal settore internazionale di Libera con servizio di traduzione.

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