Per un sapere di cittadinanza e responsabilità

Sabato 25 ottobre 2014

Dalla scuola all’extrascuola, dalle università al mondo delle professioni, il ruolo della conoscenza e dell’educazione è sempre stato centrale nell’elaborazione di ogni risposta non violenta alla cultura di morte e sopraffazione delle mafie. L’antimafia sociale e civile ha raggiunto importanti risultati grazie all’impegno civile di docenti e insegnanti, ma anche di formatori e studenti di ogni età. Un nuovo fervore nel mondo universitario e alcuni segnali provenienti dagli ordini professionali rimettono al centro di Contromafie il confronto con le agenzie formative presenti nel Paese per l’elaborazione di “un sapere di cittadinanza” grazie al quale far crescere in profondità i movimenti antimafia nei prossimi anni, all’insegna di una “responsabilità” che ciascuno deve assumere per fare in fondo la propria parte in questa battaglia per la civiltà e l’affermazione della centralità della persona. Un focus particolare sarà dedicato al tema dell’educazione allo sport pulito e alla condanna della pratica del doping, dando piena valorizzazione al lavoro che le centrali sportive hanno svolto in questi anni lungo tutto il territorio italiano.

Tra la scuola e la città: i laboratori del cambiamento
Dalle 9:30 alle 17:30, Scuola di Donato, Via Nino Bixio, 85
La scuola è indispensabile, oggi più che mai, in modo particolare per tutte quelle storie ed per tutti quei territori che vivono una “oppressione” che genera esclusione, povertà, assenza di prospettive, un più facile asservimento alle proposte mafiose. La scuola è un bene pubblico essenziale in quanto in essa si costruiscono le premesse per la crescita umana e civile delle persone; per un incontro attivo con il mondo circostante; per la formazione dei saperi, delle competenze, delle essenze e dei sentimenti, utili all’esercizio della partecipazione viva alla vita di una città che intende crescere e costituirsi secondo giustizia. Ad essere utile è quanto può avvenire quotidianamente nello stare a scuola, nel fare scuola. Nella relazione con i compagni; nella relazione con gli adulti, con l’autorità; nella relazione con il dispositivo pedagogico istituzionale; nell’essere esperienza di inclusione; nell’aprirsi al mondo e al dialogo continuo con il contesto nel quale è immersa. Una scuola che decide di mettersi al lavoro su questi snodi educativi, sceglie di preservare la sua dimensione “pubblica”, di opporsi alle logiche della competizione, delle diseguaglianze e di “farsi scuola” affinché ciascuna di queste istanze fondamentali divengano pratica quotidiana e non straordinaria.

Tutor:
Michele Gagliardo, Gruppo Abele/Libera
Relatori:
– Andrea Marchesi, pedagogista e docente presso l’Università Milano Bicocca
– Anna Lazzarini,Università IULM di Milano
– Angelo Cavallaro, Dirigente scolastico Istituto comprensivo  “D’Alcontres”, Barcellona Pozzo di Gotto (Me)
– Fabrice Rizzoli, FLARE/Libera France
Interventi:
– Enzo Bevar, Cinemovel “Schermi in classe”
– Gioele Anni, segretario Nazionale Movimento Studenti di Azione Cattolica
– Danilo Lampis, Rete della conoscenza

Sapere universitario e ricerca al servizio della lotta contro la mafia e la corruzione
Dalle 9:30 alle 17:30, Facoltà di Architettura – La Sapienza, Piazza Borghese, 9
L’università italiana ha iniziato da pochi anni a partecipare al grande cammino collettivo verso nuovi e superiori livelli di legalità. Se molti sono gli atenei che hanno sottoscritto protocolli di impegno, ancora pochi sono quelli che hanno tracciato concreti progetti educativi e formativi per i propri studenti o avviato veri e propri disegni di ricerca. Di più: la stessa accademia tende a considerare come meno rilevante sul piano scientifico il lavoro dei docenti e ricercatori che si dedichino allo studio della questione criminale e della influenza della criminalità organizzata su economia, politica e cultura. Il seminario si propone dunque di aprire una nuova stagione di impegno e di consapevolezza, di riconoscimento dell’importanza scientifica del tema, di costruzione di forme stabili di collegamento a livello studentesco o di dipartimenti, di valorizzazione delle buone pratiche. E vuole porre il problema della stessa nozione di “cultura professionale”, che per un medico come per un avvocato, per un architetto come per un giornalista, va pensata non solo sul piano “tecnico” ma anche sul piano dell'”etica della professione”, ovvero del senso della “responsabilità sociale” che la alimenta e la indirizza ogni giorno.
Tutor:
Alessandra Dino, Università degli Studi di Palermo
Relatori:
– Nando dalla Chiesa, Università degli Studi di Milano
– Isaia Sales, Università Sant’Orsola di Napoli
– Ercole Giap Parini, Università della Calabria
Interventi:
– Ludovica Ioppolo, Libera, Istat
– Ilaria Meli, Stampo Antimafioso
– Federica Cabras, Osservatorio sulla criminalità organizzata Università di Milano
– Marcello Ravveduto, Università Federico II di Napoli
– Stefania Carnevale, Università di Ferrara
– Emilia Lacroce, Università di Pisa – Master APC
– Pierpaolo Astorina, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
– Elena D’Amato, Link – coordinamento universitario
– Davide Belotti, presidente studenti Isia Urbino
– Sabrina Garofalo, Università della Calabria

L’etica nelle professioni e l’etica come professione
Dalle 9:30 alle 17:30, Sala Gonzaga, Via della Consolazione, 4
Il mondo delle professioni è profondamente mutato negli ultimi anni.  Sono mutati i contesti sociali ed economici di riferimento ed è mutato anche il numero dei professionisti: incrementato e alimentato anche da un mercato del lavoro che non gradisce i lavoratori dipendenti e richiede sempre più “partite iva”, preferibilmente iscritte ad ordini professionali. Quella che purtroppo non è mutata è la difficoltà di coniugare coerentemente e quotidianamente il binomio “etica e professione”. Una difficoltà che nasce da lontano e che si concretizza in comportamenti che nascono per convenienze e spesso si sviluppano in connivenze anche con i sistemi criminali. Da queste riflessioni nasce l’esigenza di discutere di etica e di professioni, di scelte responsabili, di atteggiamenti coerenti, di una competenza che debba essere sempre al servizio del bene comune. Una discussione che vuole coinvolgere professionisti delle differenti aree di lavoro, magistrati e studiosi.

Tutor:
Stefano Zanardi, dottore commercialista e Beatrice Fonti, ingegnere Comitato Unitario Professioni Modena
Relatori:
– Giuseppe Gennari, giudice per le indagini preliminari Tribunale di Milano
– Beatrice Fonti, ingegnere Comitato Unitario Professioni Modena
– Giuseppe Lombardo, sostituto procuratore Repubblica DDA Reggio Calabria
– Flaviano Masella, giornalista RAI
– Lucia Lipari, avvocato

Sport e prevenzione: verso una rete sociale antidoping
Dalle 9:30 alle 17:30, Museo Orto Botanico, Largo Cristina di Svezia, 24
Lo sport rappresenta una delle più grandi passioni degli italiani e non solo. Di certo gran parte della popolazione mondiale è affascinata dai gesti degli atleti, tanto è vero che gli avvenimenti televisivi mondiali più seguiti sono le Olimpiadi ed i campionati del mondo di calcio. Il grande seguito, si riflette ovviamente sugli interessi economici che coinvolgono atleti, tecnici, manager e dirigenti. In questo ambito, vincere significa fama, onore ed ovviamente ricchezza. Per raggiungere questi obiettivi, nello sport come in altri settori della vita, si bara. Il doping è la piaga più grande che mina alle basi la credibilità dello sport, nazionale ed internazionale. Proprio per preservare quella grande passione che gli italiani hanno per lo sport, da questo seminario vogliamo lanciare l’idea di una “rete sociale antidoping”. Una chiamata a raccolta di chi ama e crede in uno sport “pulito” che possa trasmettere i valori più alti alle giovani generazioni. Bisogna far comprendere però, che proprio per questo, lo sport deve essere maggiormente valorizzato, nell’ambito educativo, del welfare e dell’inclusione sociale, e come straordinario mezzo di medicina preventiva.

Tutor:
Roberto De Benedittis, Libera
Relatori:
– Sandro Donati – MdS Consulente WADA
– Valerio Piccioni Giornalista Gazzetta dello Sport
– Michele Marchetti Direttore Area Welfare CSI
Interventi:
– Franco Chimenti Presidente CONI spa
– Vincenzo Manco Presidente nazionale UISP
– Massimo Achini Presidente Nazionale CSI
– Marco Galdiolo Presidente Nazionale US ACLI
– Antonino Viti Presidente ACSI
– Gabriella Stramaccioni Ufficio di Presidenza Libera
– Massimo Vallati Calcio sociale
– Gianni Alessio US ACLI III Millennio
– Carlo Moretti e Alessandro Rossi CSI Umbria “Sport uguale per tutti”
– Maria Pia Casula UISP Sassari “Asino chi doping”
– Fabrizio Di Meo UISP Genova “Mamma Parliamo di Doping”

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